Documento 37489 di 58223

PARTIZIONE Restaurazione [vol. III, pag. 1149]

Nei territori pontifici la restaurazione fu attuata in tempi diversi e diversa fu anche la relativa legislazione provvisoria.
Le province dell'Umbria e del Lazio, che erano state unite all'impero francese, furono riconsegnate al pontefice nel maggio 1814 (province di prima recupera). Pio VII inviò a Roma mons. Agostino Rivarola in qualità di delegato apostolico e nominò una commissione di Stato presieduta dallo stesso Rivarola (bando di Pio VII da Cesena, 4 mag. 1814), il quale abolì tutta la legislazione napoleonica, tranne quella sul sistema ipotecario, e ripristinò le preesistenti magistrature pontificie (editti Rivarola 13 maggio e 14 maggio 1814, e successive notificazioni del 20 maggio, 2S maggio, 18 giugno, 24 giugno, 1 luglio, 30 ottobre).
Pio VII, che era rientrato in Roma il 24 maggio 1814, lasciò nuovamente lo Stato e si ritirò a Genova nel marzo 1815, durante il passaggio dell'esercito di Murat, ed affidò la reggenza ad una suprema giunta di Stato presieduta dal card. Della Somaglia. In realtà però si trattò del passaggio di un esercito, non di una vera occupazione, ragion per cui l'organizzazione della pubblica amministrazione non subì modifiche (22 marzo 22 maggio 1815). Il 22 maggio la città di Roma veniva occupata dagli austriaci del generale Nugent ed il 7 giugno 1815 era di nuovo restaurato il governo pontificio 1 Purtroppo documentazione relativa al breve periodo muratiano in Roma è stata distrutta nel 1875 2 e anni successivi.
Le Marche, Bologna e la Romagna (che avevano fatto parte del regno d'Italia) e Benevento (che aveva fatto parte del regno di Napoli) furono riconsegnate al pontefice il 9 giugno 1815, con l'atto finale del congresso di Vienna (province di seconda recupera).
La restaurazione vi fu attuata dal segretario di Stato, card. Consalvi, con editto 5 lu. 1815, che abolì la legislazione napoleonica e i codici civile, penale e di procedura, ma conservò il codice di commercio (esteso nel 1821 a tutto lo Stato) e i tribunali di commercio, nonché la legislazione in materia ipotecaria. Con altro editto in pari data il Consalvi istituiva un governo provvisorio nelle province di seconda recupera, conservando momentaneamente la suddivisione territoriale dei dipartimenti; furono mantenuti anche i tribunali di appello di Ancona e di Bologna.
Le norme emanate dal Rivarola nelle province di prima recupera e dal Consalvi in quelle di seconda vennero a cessare con la nuova organizzazione dello Stato pubblicata da Pio VII con il motuproprio 6 lu. 1816, entrato in vigore dal 1° agosto. Ad esso si ricollegarono tutte le riforme pubblicate negli anni successivi (per le quali si veda la legislazione citata alle singole voci).
In linea di massima si può affermare che la legislazione di Pio VII, mentre da un lato si riallacciava ai tentativi di riforma iniziati dal Consalvi già nella prima restaurazione, dall'altro non intese ignorare le innovazioni del periodo francese (per esempio in materia ipotecaria e catastale); si trattò, infatti, di una legislazione abbastanza progredita.
Ricordiamo brevemente che al motuproprio del 1816 seguirono tra l'altro, in pari datai regolamenti sul bollo, sulla " registrazione ossia archiviazione ", sul sistema ipotecario (che si ricollegava al motuproprio 4 nov. 1801) e " per li rendimenti de' conti che devono presentarsi al tribunale della Camera "; del 26 nov. 1817 è l'editto della segreteria di Stato sulla definitiva sistemazione territoriale dello stato. In data 22 nov. 1817 fu pubblicato il motuproprio con il nuovo codice di procedura civile ed il 27 genn. 1818 il regolamento di disciplina per i tribunali civili. Non si giunse invece alla pubblicazione di un codice civile né di uno penale. In materia commerciale il Consalvi non riuscì a emanare un codice ma solo un regolamento in data 1° giu. 1821, che estendeva a tutto lo Stato le norme vigenti nelle province di seconda recupera, con determinate modifiche.
Il 25 nov. 1818, infine, era stato pubblicato il codice di sanità marittima: motuproprio di Pio VII " su la sanità marittima de' porti e lidi dello Stato pontificio " 1 Leone XII promulgò una serie di norme spesso antitetiche rispetto a quelle di Pio VII e del Consalvi (motuproprio 5 ott. 1824 sulla riforma dell'amministrazione pubblica, della procedura civile e delle tasse sui giudizi, e motuproprio 21 dic. 1827 con ulteriori modifiche).
Alle norme di Pio VII e del Consalvi tornò esplicitamente Gregorio XVI nella sua attività riformatrice; di questo pontefice ricordiamo i vari regolamenti giudiziari civili, penali e di procedura del 1831, 1832 e 1834, veri e propri codici che portarono alla separazione del potere giudiziario da quello esecutivo nelle principali magistrature delle province (nella giustizia civile tale separazione era iniziata fin dal motuproprio del 1816).
In generale dunque si può osservare che le riforme, dopo la restaurazione, furono per lo più graduali: da un iniziale ripristino delle antiche magistrature centrali, che nella loro competenza per materia avevano attribuzioni e amministrative e giudiziarie, si passò con norme particolari a trasformare via via i singoli istituti (diverso è il discorso per l'amministrazione periferica, profondamente trasformata fin dal 1816). Gradualmente fu attuata la diminuzione dei giudici speciali e la collegialità dei tribunali (tranne durante il pontificato di Leone XII). Per fare alcuni esempi, già nel 1816 era stato soppresso il tribunale delle strade, nel 1824 quello dell'annona, ma il tribunale del vicariato visse sino alla fine del 1863. Nel 1824 fu soppresso il tribunale collegiale della Camera e le sue competenze trasferite al tribunale della piena Camera; nel 1831 furono soppressi i tribunali dell'uditore del camerlengo e dell'uditore del tesoriere e le loro competenze passarono al tribunale dell'auditor Camerae.
Tra gli istituti i cui archivi sono descritti nella parte dedicata agli Antichi regimi, erano state affidate ai chierici di Camera le presidenze delle strade, delle acque, delle ripe, dell'annona, della grascia, degli archivi e delle zecche. Nel 1828 (motuproprio di Leone XII del 21 dicembre) le presidenze affidate ai chierici di Camera furono ridotte a cinque: annona e grascia, archivi e ipoteche, armi, strade acque e ripe, zecche e garanzia degli ori e argenti. La presidenza degli archivi, con competenza in un primo tempo anche sul regime ipotecario, era stata istituita nel 1822 in luogo della preesistente prefettura; la presidenza delle strade fu soppressa e la congregazione delle acque modificata nel 1833 con la istituzione della prefettura generale delle acque e strade; nel 1831 era stata trasformata la congregazione del buon governo quando, soppresse in gran parte le sue attribuzioni, era divenuta una magistratura quasi esclusivamente giudiziaria; nel 1833 fu istituita la segreteria per gli affari di Stato interni.
Tutta l'amministrazione fu in seguito interamente modificata da Pio IX.
Per le innovazioni attuate da Pio IX all'inizio del suo pontificato si rimanda ai singoli archivi, e cosi per il periodo della repubblica romana e la successiva restaurazioneA questo pontefice si deve una più netta separazione fra il potere giudiziario e quello esecutivo (che nelle province era già stata raggiunta prima nel campo civile e poi in quello penale) anche nelle magistrature centrali.
Le riforme di Pio IX portarono all'unificazione delle magistrature giudiziarie di Roma e alla soppressione di quasi tutte le presidenze e prefetture con la istituzione dei ministeri, organi puramente amministrativi.
Con le disposizioni 1° genn. 1847 1 i tribunali romani furono unificati: soppressi il tribunale penale dell'auditor Camerae e il tribunale penale di Campidoglio, la giurisdizione penale in Roma fu concentrata nel tribunale del governo. Con il motuproprio 12 giu. 1847 2 sull'istituzione di un consiglio dei ministri, l'uditore della Camera (auditor Camerae, divenuto ministro della giustizia) ed il governatore di Roma cessarono dalle funzioni giudiziarie sia civili che penali. Parimenti, il tesoriere generale cessava dalla presidenza della congregazione camerale per il contenzioso amministrativo e dalla presidenza del tribunale criminale della Camera. Con le disposizioni 26 giu. 1847 3 il tribunale di governo prese il nome di tribunale criminale di Roma e il tribunale dell'auditor Camerae prese il nome di tribunale civile di Roma (con la stessa circolare erano stabilite norme sulla presidenza della sopra ricordata congregazione camerale e del tribunale camerale).
Con il citato motuproprio del 12 giugno, Pio IX aveva istituito un consiglio dei ministri composto dal cardinale segretario di Stato che ne era il presidente, dal cardinal camerlengo, dal cardinale prefetto delle acque e strade e dai monsignori uditore della Camera, governatore di Roma, tesoriere generale e presidente delle armi; rimanevano riunite nella segreteria di Stato le attribuzioni che in precedenza erano state assegnate alle due segreterie, di Stato e per gli affari di Stato interni, tranne quelle ora conferite al nuovo ministero per gli affari di giustizia. La segreteria di Stato rimaneva quindi il centro di tutti gli affari che venivano trattati dai ministri. Inoltre, le venivano trasferite le nomine dei consoli nei paesi esteri, già di competenza del camerlengo. Altro motuproprio sul consiglio dei ministri, in data 29 dic. 1847 4 istituiva nove ministeri quali organi centrali della pubblica amministrazione: estero; interno; istruzione pubblica; grazia e giustizia; finanze; commercio, belle arti, industria e agricoltura; lavori pubblici; armi; polizia.
Il cardinale segretario di Stato era ministro dell'estero e presidente del consiglio dei ministri. Nel 1850 5 con editto del segretario di Stato 10 settembre sull'ordinamento dei ministeri, questi furono ridotti a cinque: interno; grazie e giustizia; finanze; commercio, agricoltura, industria, belle arti e lavori pubblici; armi; gli affari esteri rimasero affidati al segretario di Stato al quale rimaneva altresì la presidenza del consiglio dei ministri. Nel 1853 i ministeri furono ulteriormente ridotti di numero, con la soppressione di quello di grazia e giustizia ed il trasferimento delle sue competenze al ministero dell'interno.

+-PrecedenteSuccessivoStruttura gerarchica-+