Documento 37404 di 58223

Tribunale del cardinale decano del sacro collegio , voll. 27 e bb. 15, (1661-1809). Inventario 1970. [vol. III, pag. 1137]

Per antica tradizione la diocesi di Ostia e Velletri fu quasi sempre affidata al cardinale decano del sacro collegio che vi esercitava, in qualità di governatore, una giurisdizione privativa in civile e in criminale sia tra i laici che tra gli ecclesiastici. Il cardinale decano aveva un tribunale a Velletri ove giudicavano cumulativamente il vice governatore e il vicario, e un tribunale a Roma (l'archivio si riferisce appunto a quest'ultimo tribunale) ove un uditore generale giudicava in figura di segnatura e di giudice ordinario.
Nel primo caso l'uditore ammetteva o negava i ricorsi contro le sentenze dei giudici di Velletri e contro le proprie sentenze di giudice ordinario; nel secondo caso giudicava in primo grado le cause relative ad obblighi camerali e quelle nelle quali il convenuto, benché dimorante a Roma, era di Velletri; e in appello i ricorsi contro le sentenze dei giudici di Velletri, il 5 agosto 1810 Napoleone soppresse la diocesi di Ostia e Velletri e di conseguenza il tribunale che vi era connesso. Esso fu però ripristinato nel 1814 e riconfermato con motuproprio del 5 ott. 1824. Poco dopo l'elezione di Gregorio XVI gli abitanti di Velletri chiesero al pontefice l'abolizione di tale giurisdizione privativa e di essere sottoposti alle leggi generali dello Stato. Con il motuproprio 1° febbr. 1832 il tribunale fu infatti abolito e la città di Velletri divenne capoluogo della omonima delegazione.

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