Documento 37260 di 58223

STRUTTURAZIONE
Questo nuovo ordinamento della curia romana, che completava il processo di accentramento dei poteri iniziato dal concilio tridentino, segnò un punto fondamentale nella storia dell'amministrazione dello Stato. Ad esso faremo molto spesso riferimento nella descrizione di istituti in vario modo collegati alle congregazioni sistine, dei cui archivi purtroppo non rimane molto. Parallelamente a questa nuova organizzazione dello Stato rimase in vita tutta l'amministrazione camerale. Sotto l'intitolazione Camera apostolica, nella più vasta accezione del termine devono essere compresi, oltre agli archivi descritti dalla p. 1047 alla p. 1095, tutti quelli prodotti da uffici camerali fino al sec. XIX, Che verranno descritti da qui in avanti. A chierici di Camera erano affidate le presidenze, o prefetture, delle strade, delle acque, delle ripe, dell'annona, della grascia, degli archivi, delle zecche; uffici camerali, dunque, e archivi camerali. Ugualmente camerali erano gli uffici del camerlengo, del tesoriere, dell'uditore, del computista della Camera apostolica i cui archivi, conservando documentazione del sec. XIX, sono inseriti nella parte I Restaurazione (Camerlengato, Tesorierato generale della Camera apostolica, Computisteria generale della Camera apostolica, ecc.).
Le congregazioni sistine avevano spesso competenze promiscue con quelle dei dicasteri camerali; d'altronde l'uso di affidare competenze " cumulative " a più dicasteri e non " esclusive " ad uno solo era piuttosto frequente nello Stato pontificio. Talvolta, proprio per evitare conflitti di competenza, il presidente del dicastero camerale veniva inserito nella congregazione non camerale: così ad esempio il chierico di Camera, prefetto dell'annona, faceva parte della congregazione sistina pro ubertate annonae e il presidente delle acque faceva parte della congregazione delle acque. L'archivio dei due dicasteri - pur così diversi tra loro - può essere talora unico. Per tale ragione è apparso opportuno descrivere insieme in questa sede le congregazioni non camerali e le presidenze camerali raggruppandole per affinità di competenze. Comunque per gli uffici camerali è stata chiaramente indicata la natura camerale dell'istituto e quindi dell'archivio.
Tutte queste magistrature per lo più avevano anche funzioni giudiziarie ed affidavano a notai le cancellerie dei propri tribunali: per tale motivo spesso si trovano tre fondi distinti che però derivano dallo stesso istituto (per esempio, Presidenza delle strade, Tribunale delle strade, Notai delle strade); in altri casi invece l'archivio è unico e comprende anche gli atti giudiziari (per esempio, Congregazione del buon governo). Alcune presidenze, infine, affidavano la materia giudiziaria ai tribunali camerali (p. es. annona e grascia) e si servivano di un notaio camerale come segretario.
Gli archivi degli istituti articolati in tre fondi separati secondo le funzioni amministrativa e legislativa, giudiziaria, notarile, sin dai primi anni di vita dell'AS Roma erano stati assegnati a tre diverse sezioni, amministrativa, giudiziaria e notarile appunto, senza tener conto del fatto che erano stati prodotti dalla stessa magistratura. Nella presente Guida è stata operata, sulla carta, la ricongiunzione dei fondi riconducendoli alle magistrature di provenienza (per esempio, la documentazione del Tribunale e dei Notai delle strade non è inserita rispettivamente tra gli archivi dei tribunali e gli archivi notarili, ma è riunita alla Presidenza delle strade).
Dal 1977 l'AS Roma ha ricomposto l'unità dei vari fondi in base alla magistratura di origine e ha iniziato, in questa prospettiva, l'ordinamento degli archivi delle grandi congregazioni e presidenze (acque, strade, ripe) e, contemporaneamente, lo scioglimento delle serie della Miscellanea camerale per materia che erano state costituite anche con documentazione di questi istituti (vedi ad esempio Miscellanea camerale per materia, Tevere, p. 1076, che comprende anche documentazione della Presidenza delle ripe, p. 1104)
[vol. III, pag. 1096]

Con la bolla Immensa aeterni dei, Sisto V il 22 genn. 1588 istituiva quindici congregazioni per il governo spirituale della Chiesa e temporale dello Stato, in parte riformandone alcune preesistenti, in parte creandone ex novo. Tutte, dunque, congregazioni non camerali. Esse furono: I, congregazione pro sancta inquisitione, istituita da Paolo III e incaricata della tutela della fede, presieduta dal pontefice; II, congregazione pro signatura gratiae, trasformazione del vecchio omonimo tribunale, per l'esame delle domande di grazia non dipendenti dai tribunali ordinari (p. 1126); III, congregazione pro erectione ecclesiarum et provisionibus consistorialibus, per l'erezione appunto di nuove chiese, capitoli, benefici, e la preparazione degli affari da trattare in concistoro; IV, congregazione pro ubertate annonae (p. 1106); V, congregazione pro sacris ritibus et caeremoniis, incaricata delle materie liturgiche; VI, congregazione pro classe paranda et servanda ad Status ecclesiastici defensionem, per l'istituzione di una flotta di dieci galere per la lotta contro i pirati; VII, congregazione pro indice librorum prohibitorum, già esistente; VIII, congregazione pro executione et interpretatione concilii tridentini, preesistente; IX, congregazione pro Status ecclesiastici gravaminibus sublevandis p. 1111); X, congregazione pro universitate studii romani; XI, congregazione pro consultationibus regularium, per le questioni tra ordini religiosi; XII, congregazione pro consultationibus episcoporum et aliorum praelatorum, per le questioni tra patriarchi, vescovi, prelati non regolari, preesistente; XIII, congregazione pro viis pontibus et aquis curandis, per le opere pubbliche dello Stato (p. 1098); XIV, congregazione pro typographia vaticana, tipografia fondata dallo stesso Sisto V; XV, congregazione pro consultationibus negociorum Status ecclesiastici: era questa la Sacra consulta, preesistente (p. 1097) 1 .

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