Documento 33981 di 58223

Vicario di Pescia , filze e regg. 633, (1500-1808). Inventario sommario 1959. [vol. III, pag. 789]

La istituzione di un " vicarius seu potestas terre Piscie " risale alla prima metà del sec.XIV. Quale rappresentante in Pescia e in tutta la Valdinievole dell'autorità fiorentina egli aveva estese attribuzioni in campo governativo, politico e militare. Cittadino fiorentino, accompagnato dalla sua " familia " composta da " uno perito iudice in utroque iure doctore, uno socio milite notario, uno notario malleficiorum et custodie, quattuor famulis et uno armigero " si recava per sei mesi a Pescia ad amministrare la giustizia.
Le funzioni del vicario in campo giudiziario erano del tutto simili a quelle degli altri vicari del granducato. Aveva infatti giurisdizione civile e criminale sulla città e zone limitrofe e giurisdizione solo criminale sulle podesterie comprese nel vicariato.
Il numero e l'assetto di queste subì modificazioni e variazioni col succedersi del tempo.
Alla fine del sec. XIV risultavano comprese nel vicariato di Pescia e Valdinievole le podesterie di Buggiano, Uzzano, Pescia, Massa e Cozzile, Montecatini (Montecatini Terme), Montevettolini 1 e Monsummano (Monsummano Terme). Successivamente si soppressero le podesterie di Uzzano, Massa e Cozzile e Montevettolini 1 assorbite da quelle di Pescia, Buggiano e Montecatini (Montecatini Terme). A partire dal 1424 il vicariato risultò composto dalla sola podesteria di Montecatini (Montecatini Terme) con banco a Buggiano. La riorganizzazione giudiziaria operata con legge 30 sett. 1772 2 assegnava alla giurisdizione del vicario di Pescia le ricostituite podesterie di Buggiano, Montecatini (Montecatini Terme), Montecarlo 3 Vellano 4 con disposizione del 12 giu. 1783 5 fu aggregato al vicariato di Pescia.

+-PrecedenteSuccessivoStruttura gerarchica-+