Documento 33112 di 58223

Estimi, catasti e catasto toscano , voll. 4.783, mappe 840, plantari 19, (1457-sec. XX). Elenchi 1977-1978. [vol. III, pag. 754]

Abolito dalla repubblica fiorentina nel 1494 il vecchio catasto (per la documentazione ad esso relativa, vedi comune, Estimi, portate e catasto antico del territorio pistoiese, p. 733), si introdusse la decima, fondata sui beni immobili di cui si calcolavano le rendite nette. Il decimo di tali rendite era dovuto dal proprietario allo stato (le quote erano però alquanto diverse se trattavasi di ecclesiastici o luoghi pii). I libri decimali dei cittadini furono rinnovati nel 1534, nel 1618 e nel 1714, mentre nel contado furono rinnovati nel 1536, nel 1570 e nel 1715.
Tra il 1774 e il 1785 il granduca Leopoldo I emanava una serie di norme miranti a stabilire un sistema di decimazione uguale per tutto il territorio del granducato. Si procedette a nuovi estimi o catasti descrittivi dei beni stabili compresi nei territori di varie comunità. Nel 1787 in alcuni comuni della Montagna alta di Pistoia si realizzò il primo esperimento di catasto geometrico particellare di cui sono testimonianza i numerosi " plantari " conservati. Nel 1817 si ordinò quindi per " tutte le comunità toscane di terraferma un generale catasto 1 Dal 1819 al 1826 si svolsero le operazioni metriche; dal 1821 al 1831 si procedé alla stima dei beni e dal 1831 al 1834 ne venne portata a termine l'attivazione.

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