Documento 13851 di 58223

Amministrazione centrale poi Prefettura del dipartimento del Rubicone , bb. 240 e regg. 262, (1798-1815). Inventari 1965 e 1979. [vol. II, pag. 240]

I francesi occuparono la provincia pontificia di Romagna nel giugno-luglio 1796 per poi ritirarsi dietro il fiume Senio. Ritornarono definitivamente nel febbraio del 1797 e, a seguito della pace di Tolentino (19 febbraio), la Romagna venne ceduta dal papa ed unita alla repubblica cispadana, passando poi a far parte delle repubbliche cisalpina e italiana e del regno d'Italia, col breve intervallo austriaco del 1799-1800 e 1800-1801
Nel febbraio del 1797 venne istituita in Ravenna, in luogo e nella sede del cardinal legato pontificio, l'Amministrazione centrale dell'Emilia quale organismo di governo della provincia
La stessa però, ben presto, e cioè il 18 aprile 1797, fu trasferita in Forlì. L'organizzazione amministrativa secondo il sistema dipartimentale francese vide dapprima la creazione, con decreto 27 lu. 1797, dei due dipartimenti del Lamone e del Rubicone, destinati ad avere vita breve. Il Lamone, con capoluogo Faenza, comprendeva il Forlivese, il Ravennate, il Faentino e l'Imolese. Il Rubicone, con capoluogo Rimini, comprendeva il Cesenate, il Riminese, il Montefeltro e Pesaro. Il 5 settembre 1798, a seguito di una nuova divisione territoriale della repubblica, fu decretato per la Romagna un unico dipartimento, il Rubicone, con capoluogo Forlì. Esso comprendeva il Forlivese, il Ravennate, il Faentino, il Riminese, il Cesenate, Pesaro e il Montefeltro. Nel 1801 Pesaro e il Montefeltro furono restituiti al papa. Il Montefeltro però, nel 1810, con la scomparsa dello Stato pontificio, fu di nuovo unito al dipartimento del Rubicone
Il breve ritorno degli austriaci in Romagna ebbe luogo in due riprese: 11 giugno 1799-13 luglio 1800 e 8 dicembre 1800-21 gennaio 1801. Durante questi due periodi essi installarono in Ravenna, come organo di governo provinciale, una regia cesarea reggenza
Nel periodo francese, dal luglio al dicembre 1800, aveva ripreso vita il dipartimento del Rubicone con capoluogo Forlì; ed esso si stabilì definitivamente nel gennaio del 1801 col ritorno della Cisalpina. Succedutisi dapprima alcuni commissari, subentrò quindi regolarmente il prefetto, mentre a Faenza, Cesena, Rimini e Ravenna furoro posti viceprefetti
Gli austriaci occuparono nuovamente la Romagna nel dicembre del 1813 e vi installarono un organismo di governo in Bologna per i tre dipartimenti del Reno, Basso Po e Rubicone; ad esso furono subordinati i delegati postivi a capo. Nel febbraio 1814, coll'arrivo di Gioacchino Murat, la Romagna venne divisa in due zone d'occupazione, napoletana ed austriaca, ed il Murat nominò un proprio prefetto a capo del Rubicone. Ritiratosi il Murat, gli austriaci ripresero possesso di tutta la Romagna. Durante i cento giorni del ritorno napoleonico, il Murat occupò di nuovo la Romagna, nominò un nuovo prefetto al dipartimento del Rubicone e diede vita effimera ad un dipartimento della Pineta, con capoluogo Ravenna, già capoluogo della provincia pontificia di Romagna prima del 1797
Ritornati di nuovo gli austriaci, fu ripristinata la situazione da essi creata al momento della loro prima venuta. Finalmente, restaurata la sovranità pontificia, il 18 luglio 1815 la Romagna fu riconsegnata al papa.

Le carte di questo fondo non riguardano pertanto soltanto il territorio dell'attuale provincia di Forlì, ma anche altre zone limitrofe, e ricomprendono anche il periodo murattiano ed austriaco del 1814-1815, pur presentando varie lacune 1 .

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